Manuscript

3 recto

View side-by-side
Folio 3 recto

Transcriptions

Facsimile
Transcription

Da Monsiù Valentin fù colorito,
Ove presso a giocar sul desco ai dadi
Si mira di soldati un stuolo ardito.

Con maniera gentil, che’ a pochi, e radi
Concede il Ciel, benche in trattar colori
Sian giunti à conseguire i primi gradi

Formò spumante un mar senza furori
Donato da Formello in cui si vedono
Gl’Apostoli in barchetta Pescatori,

Dove il caro Signor ch’in poppa ossequiono
Con la divina man gli benedice
All’hor che con i reti i pesci ei pre[n]dono.

Del gran Domenichin Pittor felice
Un Girolamo appare al Ciel rivolto
Che lacrimoso humor dagl’ochi elice,

E una Puttina ancor vaga di volto,
Ch’un vezzoso cagnolo abbraccia, e tiene
Picciol gruppo di fiori in man raccolto.

Ignuda uscita dalle stigie arene
Euridice seguir mirasi Orfeo,
Che l’impetrò dal regno delle pene,

E tanto in figurarla erger poteo
Il Cavalier’ Gioseppe il suo pensiero,
Ch’opra meglior di questa unqua non feo.

Transcriptions

Facsimile
Transcription

Da Monsiù Valentin fù colorito,
Ove presso a giocar sul desco ai dadi
Si mira di soldati un stuolo ardito.

Con maniera gentil, che’ a pochi, e radi
Concede il Ciel, benche in trattar colori
Sian giunti à conseguire i primi gradi

Formò spumante un mar senza furori
Donato da Formello in cui si vedono
Gl’Apostoli in barchetta Pescatori,

Dove il caro Signor ch’in poppa ossequiono
Con la divina man gli benedice
All’hor che con i reti i pesci ei pre[n]dono.

Del gran Domenichin Pittor felice
Un Girolamo appare al Ciel rivolto
Che lacrimoso humor dagl’ochi elice,

E una Puttina ancor vaga di volto,
Ch’un vezzoso cagnolo abbraccia, e tiene
Picciol gruppo di fiori in man raccolto.

Ignuda uscita dalle stigie arene
Euridice seguir mirasi Orfeo,
Che l’impetrò dal regno delle pene,

E tanto in figurarla erger poteo
Il Cavalier’ Gioseppe il suo pensiero,
Ch’opra meglior di questa unqua non feo.